Uno dei casi più paradossali della Giustizia.
Molto spesso per motivi di amicizia, piuttosto che di reciproco scambio di favori, oppure per accordi di convenienza da ambo le parti, un bene immobile (o anche una particolare attrezzatura o magari un autovettura) viene da noi concesso in godimento a terzi senza pretendere alcun corrispettivo economico, fidandoci della persona e quindi sotto la forma contrattuale del “comodato d’uso”.
Proprio per il tipo di rapporto instaurato con l’altra parte si confida che, una volta concluso il periodo di comodato, il nostro bene rientri in nostro possesso subito e almeno nelle stesse condizioni nelle quali lo abbiamo dato.
E invece possono nascere una serie di spinosi problemi.
Anzitutto la mancata riconsegna del bene.
E questo è il paradosso, proprio coloro ai quali abbiamo fatto un favore, mossi da amicizia (e in qualche caso da un sentimento molto vicino alla solidarietà/compassione) non vogliono rinunciare ad una condizione del tutto particolare e privilegiata senza magari aver fatto nulla per meritarsela o per cercare di cambiare le cose ed essere indipendenti e proprio sul più bello ci creano un sacco di problemi rifiutandosi di liberare il bene dato loro.
Oppure ce lo riconsegnano con danni e con cambiamenti a noi mai richiesti e tantomeno concessi…
Per non parlare poi delle spese legali e di perizia che, fino alla pronuncia del Giudice, rimangono a Vostro carico aumentando il senso di frustrazione e di rabbia.
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